Fiocchi di neve

Hai mai guardato attraverso una palla di vetro? 
Una di quelle che trovi nei negozi di souvenir, una palla piena di acqua, una di quelle che contengono tanti minuscoli fiocchi di neve sintetica che si agitano, volteggiano ad ogni scrollo?
Ti proietta in un mondo irreale, gli oggetti appaiono lontani, distorti;
i contorni confusi, sovrapposti.
Lo spazio rinnega le regole che lo governano, la profondità si dilata e si restringe.
La realtà diventa opaca e tremolante.
Ma non importa perché lo sguardo è attratto dal turbinio della neve che cattura l'attenzione coi suoi movimenti casuali e disordinati.
La neve che sale in giravolte tempestose e poi scende, leggera, distratta, posandosi sul fondo fino al prossimo scrollo.
E ogni volta la tentazione di tornare a scuotere quel tranquillo mondo fuori dal mondo ti assale.
Torni a scrutare la tormenta di neve che trascina il pensiero lontano, lontano, lontano...
Mi dicono che sto meglio.
Ho ricominciato a dormire, da sola, senza troppa fatica, senza l'ausilio delle venti gocce di quiete che combattevano al mio fianco contro l'insonnia delle mie lunghe notti solitarie.
Ho smesso di ricordare gli incubi che prima, nei brevi momenti di sonno frammentato, mi dilaniavano come spettri feroci e crudeli.
Mi dicono che sto meglio.
Eppure continuo a tenere in mano la mia palla di vetro.
L'accosto agli occhi, ci guardo attraverso.
Vedo il mondo sfocato, irreale... solo la neve ha un senso.
La neve che mi chiama con la sua voce silenziosa...





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