Orazio e il pettine misterioso
Orazio camminava sul bagnasciuga. Le onde lambivano svogliate i suoi piedi nudi. Schizzi d’acqua accompagnavano gli schiamazzi festosi dei bambini sulla riva. Di tanto in tanto uno spruzzo colpiva la sua pelle arroventata, l’uomo sussultava. L’acqua era un brodo salato, il sole martellava incurante i corpi semi nudi dei tantissimi bagnanti che si spalmavano sopra i teli sgargianti come balene spiaggiate. Un panama immacolato nascondeva i suoi radi capelli. Assorto nei suoi pensieri, Orazio sentiva scendere Il sudore dalle sue tempie in grosse gocce copiose. La sua pelle, unta da un generoso strato di crema solare, aveva comunque preso un vivace colore aragosta. Il poverino si sentiva bruciare, un crostaceo tuffato nell’olio bollente: era questo il suo pensiero. Arrivato nei pressi del molo l’uomo era stanco, la strada del ritorno gli appariva come un supplizio divino. Ricordò le parole del suo medico condotto: lo esortava a godersi una lunga vacanza al mare, respirare aria salubre, sti...