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Lettera a te che cerchi di capirmi (e a me che cerco di spiegarti)

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A te che ti stai chiedendo chi sono veramente: Ti scrivo questa lettera non per lamentarmi, ma per invitarti nel mio mondo. È un invito a guardare oltre le apparenze, oltre le reazioni che a volte non comprendi, per svelarti la realtà interiore di una persona altamente sensibile (PAS). Scrivo per fare un po' di chiarezza su un tratto del mio essere che spesso viene frainteso, non per colpa tua, ma perché funziona in un modo diverso da come ci si aspetterebbe. Al di là della Parola "Sensibile" La prima cosa che vorrei dirti è che l'alta sensibilità non è semplicemente "essere emotivi" o commuoversi facilmente, anche se questo può farne parte. È un  tratto del temperamento innato , qualcosa con cui nasco. La vera differenza risiede nel funzionamento del mio sistema nervoso. Immagina di non avere filtri. Ogni stimolo—un suono, una luce, un'emozione, una parola detta en passant—mi arriva con la stessa, altissima intensità e tutto contemporaneamente. Non c...

Al diavolo

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Oh!... I vostri sguardi così attoniti, così increduli difronte all'esplodere della mia ira! Io, quella sbagliata. Io, quella empia. Io, il cattivo esempio su cui riversare tutto il vostro perbenismo... Ipocriti. Siete tornati a cercarmi con la vostra espressione contrita e le bocche piene di scuse. Coi vostri cuori aridi e deserti avete tentato di riportarmi all'ovile. Ma il cancello è aperto e la pecora nera scappata. Trovatene altri da vessare con le vostre ingiuriose etichette! Il pilastro è crollato. La struttura vacilla, picchettata alla meno peggio da un'armatura di false promesse. Non tornerò sui miei passi. Non abbasserò la testa. Non permetterò che mi si umili, offenda, derida. Non fingerò di essere ciò che non sono. Semplicemente basta.

Sono a casa, di nuovo e ancora.

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Raggi di sole hanno accarezzato il mio viso. Sorrisi e caffè hanno aperto ogni mio mattino luminoso. Una maschera dorata, di bellezza sopraffina. Una corazza, uno scudo, una fumosa cortina. Ho provato a lasciarmi andare. Ho provato a farmi corteggiare. Giorni intensi, lunghi e pieni. Giorni di promesse, di risate, privi di veleni. Insopportabili giorni di una vita felice, come il risorgere dalle ceneri di una fenice. E scappare è stato così naturale. Scappare dalla paura di essere una creatura normale. Ritrovare i miei silenzi. Il freddo vuoto dei miei sensi. Le sue voglie, i suoi strani modi. Sulle pareti cicatrici, come quadri appesi ai chiodi. In fondo al buio riascoltare i suoi sussurri tentatori. Amori, umori, inganni... timori. Tanta assenza, troppa attesa e una impazienza senza resa. E poi lasciva, innamorata, dalla sua voce soggiogata.

"Parlami di lui"

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Lui. Il mio demone. La malattia e la cura. La disperazione e il piacere. L'inizio e la fine.

Se il mondo scomparisse

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Mi pensi? Ti manco? Se il mondo scomparisse in questo momento io morirei con l'unico rammarico di non averti qui... ...accanto a me. Un amore che non si ama... ...tutto quello che abbiamo... "Amor ch'a nullo amato amar perdona" ...eppure non riesco a definirlo amore...

Mi manchi

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E questo stupido dolore che mi assilla non mi permette di dimenticare. Sento freddo dentro al cuore e mi stupisco che stia ancora lì a palpitare. A che serve poi tremare se le tue mani non mi possono sfiorare? A che serve, mi domando, a chi serve soprattutto? Mi manchi come quando manca l'aria nei polmoni. Mi manchi e non riesco a immaginare il mio domani. Mi manchi e vorrei correre a cercarti. Mi manchi e non c'è niente che possa farci. E questo stupido dolore non basta neanche per riempirmi. Sento il vuoto che mi inghiotte e gli occhi gonfi e tristi. A che serve tutto questo? A che serve, mi domando, a chi serve? Mi manchi e la rabbia prende il tuo posto. Mi manchi e intorno a me c'è solo silenzio. Mi manchi e ho un solo desiderio. Mi manchi e vederti soffrire sarebbe un rimedio. E questo stupido dolore sta qui per ricordarmi che per quanto possa odiarti non ho ancora smesso di pensarti. Ti amo.

Ho smesso

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Non ce la faccio... ho smesso di pensare... ho smesso di volere... di sperare... di cercare. E sfogo la delusione nei confronti di quella parte di me che non vuole lasciarsi andare... ho smesso di sentire... ho smesso di provare... di parlare... di mangiare. Non ce la faccio.

Io e il mare

Io e il mare... Pace sul mio cuore. Il suono della risacca, colonna sonora sui miei pensieri. Onde sul bagnasciuga. Avanti, in dietro, avanti, in dietro... Il ricordo del tuo corpo sul mio. Dentro, fuori, dentro, fuori... Sassi freddi, adagiati a terra, in attesa di essere calpestati. Malinconia che annaspa tra i flutti spumosi e affoga. Leggera. Vuota. Fotografie rubate a momenti di quiete... Quotidiana normalità che si sostituisce alla mia lucida follia. Io e il mare... Pace sul mio cuore.

Voci e pensieri

Come clandestini in terra straniera rubiamo attimi alla libertà. In un lento stillicidio che ci consuma confondo la tua voce coi miei pensieri.

La tempesta, la quiete...la mia vita

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E' la quiete dopo la tempesta che non posso sopportare. Perché durante l'uragano il caos governa i miei istinti, regola la mia lotta. Le emozioni si innalzano spazzate dal gelido vento che le sferza come i tetti delle case, le auto, i cartelli stradali divelti dalla loro dimora. Mentre intorno regna la paura e le acque si gonfiano sommergendo ogni cosa io combatto, paro i colpi che arrivano da ogni direzione. La mia mente, ottenebrata dalla battaglia, si impedisce di ragionare, razionalizzare, fare la conta dei danni. Tutti i miei sensi sono acuiti dalla guerra. Ma la quiete che giunge dopo il violento dibattersi apre ferite dolorose da sopportare. Quando l'anima si aggira nella desolazione, in mezzo ai resti e alle macerie, non riesco neanche a piangere. E guardare avanti non serve, non basta. Dopo ogni scontro, esaurita la mia furia, resta in piedi solo la mia anima imprigionata in un corpo stanco. Resto a lungo nel vuoto silenzio in...

Voci dal buio

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Voci dal buio germogliano urlando tra i miei tumultuosi pensieri, dibattendosi e chiedendomi di esaudire tutti i loro desideri. Ma io non sento nulla in mezzo a tutto questo inutile parlare. Sono vuota, come un guscio di nocciola caduto ai piedi dell'albero madre. Sono fredda, come il ghiaccio a primavera che si scioglie e gocciolando forma rivoli di pianto. Sono sola, come l'ultimo isolato baluardo a difesa di un castello in rovina. Eppure, voci dal buio chiamano il mio nome. Il mondo intorno a me si fa sfocato. Ogni contorno perde di significato. La paura mi spoglia di ogni orgoglio. E la voglia di riscatto sembra un sogno. Cerco una sola voce in mezzo al coro. Cerco un amico, un alleato, cerco il mostro tanto amato. Voci dal buio continuano a chiamare ma soltanto la sua voce riesco ad ascoltare.

Tormento

E mi risuoni dentro come un eco infinito, come la risacca, come un moto perpetuo. Come il dolore che tocca i livelli più alti, come il sentire sulla mia pelle i tuoi sguardi. Desideri inespressi e la voglia di te, dei peccati commessi quando eri con me.

Il Vuoto Dentro

E' un vuoto spaventoso, che mi scivola dentro freddo e silenzioso. E' non sentire nulla. Non sento nulla se non la voglia, il desiderio, la brama, quella spinta compulsiva a sentire qualcosa. Che sia calore, che sia dolore, poco importa. E' vuoto qui dentro, troppo vuoto. Non so come spiegarlo, non so come riempirlo. Allo specchio vedo quel vuoto, quell'immagine di vuoto riflessa, me stessa. Come si riempie un vuoto buio e freddo? Cosa riempie un vuoto?

Tornerà

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...Mi manca. Mi manca nel silenzio avvolgente di questa notte. Mi manca nel buio in cui riesco a muovermi senza timore. Mi manca nelle lunghe ore insonni durante le quali aspetto. Mi manca il suono della Sua voce...  Parole che oggi mi risuonano in testa. E il sonno non arriva...  Non arriva mai. Mi manca la solitudine... La sua stretta mortale E le spire in cui mi imprigiona...  Sarebbe bene provare a dormire, lo so. Lo so... Che il mio corpo riacquisti un ritmo regolare è un bene. Veglia, sonno, veglia, sonno... Eppure è doloroso lasciarmi andare... lasciare indietro una parte di me così preponderante... Così dominate. Mi sembra quasi di tradire... Rinnegare... Disconoscere me stessa per una promessa di normalità. Estenuanti sedute e lunghi pianti. Scandagliare le profondità del mio malessere... Un duro lavoro per questo periodo di calma apparente.  Una stasi. Un tempo fermo nel tempo... Sorrido un po' di più. ...

Non so vivere nella luce

E mi perdo nel buio di questa notte che mi inghiotte.  Non so vivere nella luce, lì dove la mia pelle si sfalda e le mie paure si amplificano. C'è un mostro che vive nelle profondità oscure della mia mente, che si nutre dei miei sensi, avidamente e mi protegge, mi avvolge, mi sconvolge.  M entre  assaporo il piacere del cedere al suo supplizio mi abbandono alla corruzione e al vizio. E ferita, sanguinante, nelle tenebre più nere, mi inchino al suo volere. Non filtra raggio che possa scaldare il mio cuore. Non passa luce a dare forma al mio dolore. Non c'è Redenzione a cui possa anelare, solo buio, solo il desiderio di lasciarmi ferire. E mi riempie, mi consola, dando forma alle mie voglie questo mostro nero che dalla luce mi distoglie.

Vomito

Vomito! Vomito tutto lo schifo che ho dentro e che continua a riempirmi. Sputo succhi gastrici, acido veleno che corrode la mia gola. Vomito i giudizi, le condanne, il vostro moralismo nauseante. Vomito la merda che mi tirate addosso, vomito gli sguardi di falsa pena. Vomito la vostra etica empia, la vostra condotta di finta santità. Vomito i vostri consigli e le vostre preoccupazioni. Vomito il vostro sollievo di fronte a quelli come me che vi fanno sentire migliori. Vomito i vostri sorrisi di circostanza, le vostre illusioni di una vita serena. Vomito il vostro orgoglio, la ridondante fede nel vostro dio. Vomito l'inferno che mi brucia dentro e vomito i mostri che mi fanno compagnia. Vomito l'odio che mi offusca la mente, il rancore che non mi aiuta. Vomito il vuoto della mia tanto amata pazzia. Vomito il buio che non trova luce. Vomito il veleno che non mi da pace. Vomito questa vita che non mi piace. Vomito le vostre case ordinate e pulite, ...

Colma di...

...Di lacrime Di sale Di ogni goccia che si perde nel mare Di silenzio Di colore Di ogni muscolo che duole Di sorrisi spassionati Di giochi astuti e raffinati Di incertezza e convinzione Di paura e maledizione Di quel vuoto che sai donarmi Dell'angoscia con cui sai lasciarmi Dell'abisso trasognato Del tuo sorriso tagliente e spietato Dell'odio che confondo con l'amore Della passione Del cuore Del sentimento Della rosa Del pentimento Del patimento e del piacere Della tua presenza e del mio volere ...Di te.

Il buio

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Bussa alla mia porta il buio tuo più nero. Fuggitivo spaventato, alla ricerca di un posto sicuro. Evaso dalla sua prigione di una vita costretta dentro agli schemi di una luminosa ragione. Bussa disperato chiedendomi d'essere salvato. Bussa con rabbia e decisione. Bussa con ostinata determinazione. Convinto che lo farò nascondere avvolgendolo di torbida passione.

Nessuno Ascolta

Prostrata di fronte alla mia colpa non mostro pentimento! Il fuoco che divampa incenerisca il mio peccato. E con lui la peccatrice che non ama e non ha mai amato. Chino il capo al cospetto di una vergogna che non ho mai provato. Io odio, vi odio, il mio odio è letale! Impazzisco, mi dimeno. Nessuno ascolta per quanto forte io possa gridare. Veleno mescolato al dolore...Piacere. Che il demonio se lo venga a pigliare questo cuore senza calore. Con il gelo che lo imprigiona e non lo fa palpitare. Con il gelo che mi imprigiona e non mi fa respirare. Polvere, polvere. Smemorato dolore. Urlatelo, ditelo che non lo posso avere! E odiatemi allora perché non so amare. Odiatemi cosicché io possa riposare. Polvere, polvere. Smemorato dolore. E folle e pazza lasciatemi marcire tra queste spine che mi stringono il cuore!

Malinconia

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Malinconia che abita la notte, pieghe di un cuore malandato, prosciugato, sbiadito... Sgualcito. Il respiro solleva piano il petto, l'aria entra con sforzo eccessivo. Immagini di una vita in bianco e nero, figure di un mondo che non vedo. Foto sciupate di giorni a venire, ricordo che annebbia la mente. Parole che non lasciano la bocca mentre lacrime bagnano gli occhi.