Io, Lei, Lui... a la guerre comme a la guerre

La prima volta che l'ho notata ho pensato a te.
Ti assomiglia un po' nella posa maliziosa delle sue labbra sorridenti,
nelle movenze sicure,
nel modo che ha di attirare la mia attenzione
anche senza il blu dei tuoi occhi profondi.
Sono mesi che ci studiamo,
ci annusiamo,
ci sfioriamo
e mai una parola.
Solo un semplice cenno col capo,
un saluto velato che nasconde molto altro.
Abbiamo preso l'abitudine di incontrarci sempre lì,
sempre alla stessa ora dello stesso giorno.
E' un assurdo cercarsi il nostro.
Intrecciare giorni, orari, gusti letterari.
Appuntamenti non concordati eppure mai persi.
Da principio ci ostentavamo indifferenza poi,
via via che si susseguivano gli incontri,
ci siamo fatte più sfrontate, sfacciate.
Un gioco di sguardi complici, sorrisi invitanti, nessuna parola...ancora.
Un altro squalo nel mare ad agitare le tormentate acque dei miei sensi.
Una rivale che tenta di usurpare il tuo trono.
Io, la regina del tuo regno oscuro.
Tu, il signore della mia follia.
Lei, il nemico che tenta di espugnare la fortezza.
Continui a provocarmi negandoti a me nel tentativo di togliermi l'aria.
Ma io ho imparato a respirare il veleno dei tuoi attacchi.
A te piace giocare alla guerra.
A me piace vincerla e sto già scegliendo i miei alleati.

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