La fatina dorata
C'era una volta, in un bosco incantato, una fatina dal vestito dorato.
Ogni creatura del boschetto fatato, teneva nel petto un cuore innamorato.
La bella fatina nel suo vestito dorato, inondava d'amore tutto il creato.
Un giorno arrivò nel boschetto, furtivo, uno gnomo bitorzoluto e cattivo.
La sua intenzione, malvagia e oltraggiosa, era di prender la fatina come sua sposa.
Il cielo stellato venne oscurato dall'animo nero dello gnomo sciagurato.
La fatina sdegnata fu catturata e senza pietà fu deportata.
Nell'antro buio, dove lo gnomo abitava, la triste fatina se ne stava.
Tutte le faccende di gran lena sbrigava e pranzi e cene di continuo preparava.
Nel bel boschetto non c'era più amore, ogni creatura affogava nel dolore.
Un giorno un elfo, che tra gli arbusti si trovava a passare, fu commosso dal tanto penare.
Di corsa l'elfo decise di andare dalla triste fatina per poterla salvare.
Arrivato nell'antro si fece coraggio e affrontò lo gnomo aggressivo e selvaggio.
La lotta fu dura, lo scontro epocale, la fatina temette che vincesse il male.
Dopo una guerra violenta e rude, l'elfo prese la fata e la portò nella sua stagnante palude.
L'aurea fatina, ormai rassegnata, ancora una volta a fare la serva era tornata.
Dall'antro alla palude nulla era cambiato, stirava, cucinava e faceva il bucato.
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