Sono a casa, di nuovo e ancora.

Raggi di sole hanno accarezzato il mio viso.
Sorrisi e caffè hanno aperto ogni mio mattino luminoso.
Una maschera dorata, di bellezza sopraffina.
Una corazza, uno scudo, una fumosa cortina.
Ho provato a lasciarmi andare.
Ho provato a farmi corteggiare.
Giorni intensi, lunghi e pieni.
Giorni di promesse, di risate, privi di veleni.
Insopportabili giorni di una vita felice,
come il risorgere dalle ceneri di una fenice.
E scappare è stato così naturale.
Scappare dalla paura di essere una creatura normale.
Ritrovare i miei silenzi.
Il freddo vuoto dei miei sensi.
Le sue voglie, i suoi strani modi.
Sulle pareti cicatrici, come quadri appesi ai chiodi.
In fondo al buio riascoltare i suoi sussurri tentatori.
Amori, umori, inganni... timori.
Tanta assenza, troppa attesa e una impazienza senza resa.
E poi lasciva, innamorata, dalla sua voce soggiogata.

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