Lettera a te che cerchi di capirmi (e a me che cerco di spiegarti)
A te che ti stai chiedendo chi sono veramente:

Ti scrivo questa lettera non per lamentarmi, ma per invitarti nel mio mondo. È un invito a guardare oltre le apparenze, oltre le reazioni che a volte non comprendi, per svelarti la realtà interiore di una persona altamente sensibile (PAS). Scrivo per fare un po' di chiarezza su un tratto del mio essere che spesso viene frainteso, non per colpa tua, ma perché funziona in un modo diverso da come ci si aspetterebbe.
Al di là della Parola "Sensibile"
La prima cosa che vorrei dirti è che l'alta sensibilità non è semplicemente "essere emotivi" o commuoversi facilmente, anche se questo può farne parte. È un tratto del temperamento innato, qualcosa con cui nasco. La vera differenza risiede nel funzionamento del mio sistema nervoso.
Immagina di non avere filtri. Ogni stimolo—un suono, una luce, un'emozione, una parola detta en passant—mi arriva con la stessa, altissima intensità e tutto contemporaneamente. Non c'è una gerarchia, nulla viene scartato come "meno importante". Tutto viene elaborato profondamente. È come essere costantemente investiti da un'onda che travolge.
Quando quest'onda diventa troppo forte, vado in sovraccarico. Non è un difetto di carattere, né un capriccio. È il punto in cui il mio sistema nervoso, dopo aver processato una quantità enorme di dati, semplicemente non ce la fa più. E qui sta il paradosso che a volte è difficile da capire anche per me: tanto quanto il caos mi sfinisce, l'assenza totale di stimoli mi spegne. La mia mente ha bisogno di nutrimento, di complessità, ma deve essere il giusto tipo e nella giusta dose.
È proprio da questa condizione di sovraccarico che nascono molti dei comportamenti che forse ti hanno confuso o ferito, e che spesso mi hanno fatto sentire sbagliato/a.
Le Etichette che Feriscono e la Verità che Nascondono
Nel tentativo di darmi un senso, forse mi hai affibbiato qualche etichetta. Permettimi di mostrarti cosa c'è dietro.
- Mi vedi "egoista", ma in realtà sto solo cercando di sopravvivere. Quando mi isolo, quando dico "no" a un invito o pongo dei limiti netti, non è perché non mi importi di te. È una necessità vitale per ricaricarmi ed evitare il collasso. Provare a vivere con i ritmi degli altri, ignorando i bisogni del mio corpo e della mia mente, ha un costo altissimo, che può arrivare a compromettere seriamente la mia salute mentale. Forzarmi a essere ciò che non sono sarebbe come chiedere a un'aquila di vivere sott'acqua per fare amicizia con i pesci: semplicemente, non sopravviverebbe. Questa è la mia responsabilità: proteggere il mio equilibrio. Ma so anche che, a volte, il rischio è quello di rimanere intrappolato/a nel racconto del mio dolore, e quella è un'ombra su cui lavoro ogni giorno.
- Mi vedi "permaloso/a" e "aggressivo/a", ma non vedi la tempesta che ho dentro. È vero, a volte una parola o un tono di voce mi colpiscono profondamente. Non è perché voglio offendermi, ma perché nulla mi "scivola via". Ogni dettaglio, verbale e non, viene analizzato a fondo. E quando sono in stato di sovraccarico, la pressione interna diventa insostenibile. Le mie reazioni esplosive, che possono sembrare aggressive e sproporzionate, sono come l'eruzione di un vulcano: la lava che fuoriesce è la conseguenza violenta di una pressione che ha superato ogni punto di sopportazione. Non è chi sono, ma ciò che accade quando ho esaurito ogni risorsa.
- Mi vedi "incoerente", ma sto indossando una maschera che mi sfinisce. Per sentirmi accettato/a in un mondo che non sempre mi comprende, ho imparato a essere camaleontico/a. Ho indossato un "falso sé" per adattarmi, per non sentirmi un pesce fuor d'acqua. Ma questo sforzo ha un costo energetico altissimo. Quando mi vedi "scattare" all'improvviso dopo essere sembrato/a così accomodante, è perché quella maschera è diventata troppo pesante da sostenere e il sovraccarico mi ha portato di nuovo al limite.
So che leggere tutto questo può suonare complicato, forse persino estenuante. Ma ti chiedo di fare un ultimo passo con me, perché la stessa identica intensità che alimenta queste tempeste è anche la fonte dei doni più preziosi che ho da offrire.
Un Ponte tra i Nostri Mondi
Lo ammetto senza problemi: non siamo "persone semplici da frequentare". Le nostre reazioni possono essere difficili da gestire e la nostra necessità di spazi e silenzi può essere spiazzante.
Tutto ciò che ti chiedo è un po' di pazienza e la volontà di non fermarti alla superficie. Se vuoi comunicare con me, la via migliore è la sincerità, ma espressa con cura. Le parole hanno un peso enorme per me, ma una verità detta con il cuore sarà sempre accolta meglio di una bugia detta per quieto vivere.
Non credere mai che io mi senta "migliore" o "speciale". L'alta sensibilità non è un superpotere né un difetto. È semplicemente un modo diverso di essere al mondo, con le sue luci e le sue ombre, proprio come tutti. E credo fermamente che in questo mondo ci sia bisogno di ogni tipo di natura per essere completo.
Il patto: Io, Te e il "Pezzo" mancante
Mi rendo conto che la tua non è superficialità o mancanza di inclusività; spesso è solo un modo diverso (e onestamente molto più riposante!) di stare al mondo. Il fatto che tu non colga ogni minimo ronzio o variazione d'umore nella stanza non ti rende "insensibile", ti rende solo... più centrato sulla realtà concreta.
E qui devo farti una confessione. lo so che non sai leggere nel pensiero (anche se ammetto che a volte ci spero ancora!). Mi dispiace quando mi arrabbio perché tu non sei "sul pezzo", quando in realtà quel famoso pezzo esiste solo nella mia testa, tra mille connessioni che ho fatto da sola e che non ti ho comunicato.
A volte pretendo che tu abbia la mappa di un territorio che ho esplorato solo io.
Per questo, facciamo un patto: io mi impegno a uscire dalla mia testa e a spiegarti meglio dove sono, e tu ti impegni a non scappare quando il mio "meteo interiore" dà tempesta. Io mi impegno a capire te e tu ti impegni a capire me... chi dei due sopravviverà? Ahahaha! Scommetto su di noi, ma nel dubbio teniamo i caschi pronti.
Spero che queste parole ti abbiano aiutato a vedere oltre il guscio.
Con la speranza di essere un po' più vicini,
Una persona altamente sensibile.
Con la speranza di essere un po' più vicini,
Una persona altamente sensibile.
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